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Continua la tradizione del morzeddhu alla Vecchia Posta

Morzello

A Catanzaro, sia nel centro che nei quartieri periferici, un tempo vi era un elevato numero di putiche dedite alla vendita del morzeddhu.

Quanti arrivavano in città dai vari centri dalla provincia, non rientravano nei paesi di origine senza aver gustato ‘u morzeddhu, ntrà pitta o ntrò piattu. In alternativa al piatto preparato con interiora di vitello cucinati in salsa di pomodoro concentrato, con l’aggiunta di origano e peperoncino,  gli osti proponevano una tazza di brodo con dentro un pezzo di carne bollita.Tra i rioni periferici quello dove vi erano il maggior numero di putiche era ‘u peda da Sala, il piede della salita per la città.

Le putiche di Catanzaro Sala

In via della Stazione, c’era la putica di Jesu e Angiulina Nisticò, invece nella località Pioppo quella di Sarvatura ‘u Mericanu, cosi detto, per gli anni di emigrazione trascorsi negli Stati Uniti.  In tempi più recenti sempre al Pioppo gestiva una putica Gigginu Araldi. Un ritrovo particolarmente frequentato nel mese di agosto quando, nell’alveo della  Fiumarella, si teneva, in concomitanza con la Fiera di San Lorenzo, la fiera degli animali.

Morzeddhu
‘u morzeddhu ntrà pitta

Alla Stazione proponevano ‘u morzeddhu le putiche delle famiglie Malta e Custo, mentre a Sala si ricordano Cicciuzzu ‘u sgamberu  e Micheli ‘u Fhjurinu.  A Campagnella invece, c’era la putica dei Sia oggi gestita da Fausto De Gregori. Alcune di queste attività oggi non esistono più o, se esistono, non propongono ‘u morzeddhu. Quelle della stazione di Sala, che hanno chiuso i battenti, vantavano una vasta clientela per via dell’elevato numero di viaggiatori in transito oltre che del personale in servizio tra ferrovieri, autisti di taxi e autobus, addetti a trasporti merci. Basti pensare che oltre alla stazione delle Ferrovie dello Stato erano  attive quella delle Calabro- Lucane e della funicolare che arrivava un tempo sino al piazzale della stazione.

Morzello B
La vecchia posta a Catanzaro Sala

Tra le putiche storiche ancora in attività a Sala, c’è quella di Cicciuzzu ‘u sgamberu, ceduta nel 1992, a Stefano De Rosa, il quale la trasferì nei locali un tempo adibiti ad ufficio postale del quartiere. Per questo oggi il noto locale prende il nome di Vecchia Posta.

Stefano e sua moglie Teresa Rocca, dopo aver soddisfatto per anni e anni migliaia di palati di catanzaresi e non, con morzeddhu ed altre prelibatezze, hanno deciso di cedere l’attività a Marco Posella, un giovane e dinamico puticaru, con alle spalle una buona esperienza nel campo della ristorazione. Dagli inizi del 2019 Marco, sulla scia di Stefano, con apertura anche serale, propone un prelibato morzeddhu, polpette, frittelle, verdure cotte, legumi, affettati e formaggi locali, il tutto all’insegna della catanzaresità verace. Nella giornata del venerdì c’è la possibilità di gustare ‘u morzeddhu ‘e baccalà.

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La Vecchia Posta continua a far parlare di se su libri, quotidiani, riviste specializzate, invogliando gli avventori ad entrare in quell’accogliente locale calamitati dai profumi che arrivano dalla cucina e che testimoniano un passato che non deve essere dimenticato. Vogliamo ricordare una battuta che Stefano, già gestore della Vecchia Posta, era solito rivolgere a quanti sedendosi ai suoi tavoli, non mangiavano morzeddhu: Esta comu si jàti a Roma e non viditi ‘u Papa! Non si può uscire dalla Vecchia Posta senza aver gustato nu morzeddhu!

Continua la tradizione del morzeddhu alla Vecchia Posta ultima modifica: 2020-08-27T16:19:07+02:00 da Alessio Bressi
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