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EMIGRAZIONE STORIE

Franco Cricelli: da Fondachello a Parigi

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Quella che vi raccontiamo è la storia di un emigrato catanzarese che alla fine degli anni cinquanta, lasciò la Calabria, ma che nonostante la distanza, è rimasto fortemente legato alle sue radici, alla sua città, alla sua Fondachello.

Tutto iniziò quando, Totò Cricelli, di professione muratore, nel 1959, come tanti suoi compaesani decise di emigrare con la numerosa famiglia. In questa scelta contribuì senza volerlo Franco, il più vivace dei sei figli, che durante l’infanzia non risparmiò nessuno dalle sue monellerie: vicini di casa, compagni di giochi, suore e persino il prete. Trascorse infatti, anche un breve periodo nel riformatorio cittadino. Franco arrivò a Parigi giovanissimo e nonostante non avesse accettato in nessun modo la decisione del padre, fu costretto a seguirlo data la sua giovane età. 

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Franco Cricelli

All’ombra della Torre Eiffel sentì sin da subito la mancanza del suo quartiere, degli amici più cari, della sua lingua. Ma per fortuna, ad aspettarlo tra le mura domestiche, la mamma Rosa Maria, che continuò a parlare il dialetto e a cucinare il morzello, a tianaa pasta ‘e casa, ed altre prelibatezze della cucina catanzarese.

Suo padre, Totò Cricelli era soprannominato buttuna ‘e cappottu ed era figlio di Gesari ‘u pagghiaru, per via dell’attività lavorativa di fornitore di paglia ai reparti di cavalleria di vari corpi militari. Totò era un uomo semplice, allegro ed amava suonare la chitarra. A Parigi, Franco assieme ai fratelli cominciò a lavorare e, nel contempo, a seguire dei corsi scolastici serali ed anche corsi di pittura e restauro.

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Franco Cricelli

Conclusi gli studi, per otto anni lavorò come guida-interprete presso il Club Mer et Soleil in particolare accompagnando comitive nelle Isole Eolie con la Crociera dei Vulcani. Nel 1971 fu assunto dall’Alitalia, facendosi apprezzare sino al 2005 prima come agente di scalo e poi come supervisore ossia agent de maîtrise.

Franco Cricelli è un amante dell’arte ed egli stesso è un abile artista ed un eccellente promoter di mostre ed eventi culturali di spessore. Tra le sue iniziative più importarti ricordiamo la rivalutazione del pittore francese Jules-Alfred Duquenne (1874-1950), figlio di Jules-Charles, anch’esso pittore, il quale si formò all’Ecole Nationale des Arts Décoratifs e, dal 1890, alle Belle Arti, quel prestigioso istituto di cui divenne in seguito professore. 

Jules-Alfred Duquenne fu un artista al passo con i propri tempi, dello stesso stile pittorico di Henri Fantin-Latour con il quale condivise la tecnica e la propensione per i colori. La sua opera è caratterizzata dalla predilezione per le raffinate composizioni floreali, eseguite ad olio. 

Notevoli anche gli acquerelli (pregevole la serie sulle orchidee). Nel 1894 ottenne il premio Vermeil e, nel 1897, la medaglia d’argento della Société Nationale d’Horticulture du Raincy e la medaglia vermeil in occasione dell’esposizione della Société Nationale d’Horticulture de France. Morì nel 1950.

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 Laelia majalis di Jules-Alfred Duquenne

Solitamente i grandi artisti si rivalutano dopo la loro dipartita. Per Jules-Alfred Duquenne non è stato proprio così. Bisogna aspettare il 1987 quando il fundacheddotu Franco Cricelli, colpito dalla bellezza dei dipinti del Duquenne, organizza cinque mostre in importanti gallerie d’arte di altrettante cittadine francesi, partendo da quella che diede i natali al Duquenne.

Nel 1994 Franco Cricelli dà alle stampe una elegante pubblicazione interamente dedicata al pittore Jules-Alfred Duquenne, arricchita da uno scritto del critico d’arte Stefania Teso e da stupende immagini di questo sensibile pittore botanico il quale, senza la caparbietà di Franco Cricelli, sarebbe caduto nell’oblio.

Franco Cricelli è uno dei tanti catanzaresi che si è fatto onore lontano dalla propria terra rimanendo nel contempo fortemente legato alla città natìa, mantenendo i contatti con gli amici d’infanzia e tornando di tanto in tanto per assaporare il morzello e rimpadronirsi di quel dialetto che ha potuto parlare solo per pochi anni della sua fanciullezza.

Tra gli amici d’infanzia con i quali Franco mantiene stretti contatti ci sono Tonino Caruso e Ciccio Ferragina. Il primo conosciuto per essere stato uno stimatissimo dipendente comunale. Il secondo un artista poliedrico, particolarmente apprezzato per le briose vignette, le azzeccate caricature e gli appassionanti “falsi d’autore”, copie perfette di famose opere pittoriche.

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Les coquelicots di  Jules-Alfred Duquenne

Attualmente Franco Cricelli si sta dedicando alla scrittura di un diario che racconta i suoi ricordi giovanili nei vicoli di Fondachello con originali personaggi, attività artigianali e tante altre curiosità della sua infanzia.

Complimenti Franco per aver portato sempre alto il vessillo della catanzaresità.

Franco Cricelli: da Fondachello a Parigi ultima modifica: 2020-10-07T12:28:25+02:00 da Alessio Bressi
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