I CATANZARESI RACCONTANO CATANZARO

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TRADIZIONI

Tradizione e devozione del Giovedì Santo a Catanzaro

Piattini

In occasione della Pasqua i catanzaresi confermano le loro radici cristiane con una massiccia partecipazione alle liturgie, in particolare a quelle del Giovedì Santo, e a quelle che rivestono una certa spettacolarità.   

A proposito della Settimana Santa a Catanzaro, risulta sempre attuale l’operetta di Giovanni Patari che in ventuno sonetti, con brio popolare e gusto folkloristico, illustra ’a pigghjata, ‘i supulchi, ‘a naca e altri momenti significativi dei riti religiosi pasquali.

…Arzira, mi nda fici a malipena, nu quattru o cincu e quattru stamatina, ca Peppinuzza cch’esta grossa prena  ‘on si fidava ‘e nenta ma camina… 

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piattinu o graniceddhu, germogli devozionali Ph. Andrea Bressi

Giovedì Santo, lo “struscio” e la visita ai Sepolcri

La sera del Giovedì Santo, dopo la messa “In Coena Domini”, è usanza dei catanzaresi visitare, i sepolcri, addobbati dalle confraternite delle varie chiese della città. La tradizione vuole che si debbano visitare in numero dispari: tre, cinque o sette, poiché secondo la credenza popolare tali numeri simboleggiano rispettivamente la SS. Trinità, le piaghe di Gesù e i dolori della Vergine. Questo dovere, imposto dalla tradizione religiosa, è diventato una scusa per effettuare il cosiddetto struscio. Detto termine ricorda lo
strofinìo dei lunghi vestiti plissettati in voga in passato tra le nostre donne.

I piattini

La preparazione alla Pasqua, come tramandano le memorie catanzaresi, comincia il primo venerdì del mese di marzo con la preparazione dei piattini. C’è, anche, chi li prepara 40 giorni prima della Pasqua, disponendo uno strato di bambagia o canapa in dei piatti o ciotole ‘e crita .
Sopra vengono sparsi semi di lenticchie, grano, ceci e fagioli, ricoperti successivamente da un altro strato di cotone. I piattini vengono inumiditi e lasciati germogliare in un luogo chiuso, al buio. Prima di essere messi
ad ornamento dell’altare del Sepolcro, vengono accuratamente legati con nastrini cadenti e adornati con violette. L’usanza dei sepolcri e la preparazione dei vassoi con le piantine germogliate potrebbe affondare le radici nell’antico culto di Adone. Le chiese “gareggiano” negli addobbi e, di anno in anno, la tradizione dei piattini si va perdendo per cedere il posto a piantine di mimosa, alberelli di limone, rose e altre trovate degli allestitori.

 

sepolcri giovedì santo
ph. Andrea Bressi

La quaresima in quarantena

Quest’anno la città dei tre colli, la sera del Giovedì Santo, respirerà il silenzio, la solitudine, la nostalgia delle strade che per un po’ rimarranno deserte. I riti della Settimana Santa, infatti, saranno vissuti, nella propria intimità tra le mura domestiche, nello spirito penitenziale già familiarizzato durante questa quaresima in quarantena. Qualche anziana signora, però, allestirà un altarino in casa, e nella giornata del giovedì lo esporrà affidandosi alla protezione della Madonna Addolorata.

Tradizione e devozione del Giovedì Santo a Catanzaro ultima modifica: 2020-04-09T07:50:00+02:00 da Andrea Bressi
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