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La storia della Madonna di Porto venerata a Gimigliano

Santuario


Il santuario della Madonna di Porto o di Costantinopoli  a Gimigliano (Catanzaro) è fra i luoghi mariani più frequentati della Calabria. Il primo maggio 2013 il santuario è stato elevato a Basilica Minore Pontificia; la sua storia è antica e molto avvincente.

La Madonna di Porto, tra storia e leggenda

Intorno al 1625 scoppia la peste in Sicilia che miete migliaia di vittime. Ben presto la pestilenza arriva anche in Calabria in contemporanea a delle scosse di terremoto che investono il territorio per molti mesi del 1626. Il popolo prega incessantemente chiedendo aiuto a Dio e alla Madonna di Costantinopoli, il cui culto è molto diffuso al Sud ed in particolare a Napoli.

Madonna Di Porto
La Madonna di Porto

Due sacerdoti decidono di accogliere le suppliche della popolazione e commissionano il quadro della Vergine. Per rispettare la continuità e il richiamo alla tradizione orientale e napoletana, anche a Gimigliano è osservato il digiuno a pane e acqua. Un sacrificio fatto con fede perché lo Spirito Santo ispiri correttamente il pittore incaricato di realizzare il quadro mariano. L’artista prescelto è Marco Pizzuto, soprannominato Marcangione, un pittore di Gagliano, piccolo sobborgo della vicina Catanzaro.

Da Costantinopoli alla valle del Corace

Ispirandosi alla Vergine di Costantinopoli, Marcangione abbozza un’immagine che rappresenta la Madonna nell’atto di allattare e che tiene sul braccio destro Gesù Bambino. Due angeli con una mano sostengono una cortina, mentre con l’altra sorreggono la corona posta sul capo della Vergine. Sul manto azzurro è dipinta una stella, caratteristica della Madonna di Costantinopoli o Odigitria. Mancano, rispetto all’icona di Napoli, i particolari del Battista e di Giovanni l’Evangelista, nonché la città di Costantinopoli avvolta dalle fiamme.

Gimigliano
Veduta di Gimigliano


A Gimigliano nasce così una devozione tutta particolare per la Madonna di Costantinopoli: la sacra immagine, così come nella cittadina turca, è ordinariamente coperta da un velo. L’effigie è scoperta durante i riti sacri. Il martedì, come per Costantinopoli e Napoli, diventa anche per Gimigliano il giorno dedicato alla Madonna e si istituisce anche la festa del martedì di Pentecoste. Diverse le usanze riconducibili alla tradizione orientale, infatti già alla fine del Settecento, si usava anticipare la festa con la pratica dei Sette Martedì che la precedono. Nel primo dei Sette Martedì si usava benedire i semi del baco da seta, dinanzi al Quadro della Vergine.

Il santuario di Porto

Il territorio di Gimigliano è lambito dal fiume Corace, l’antico Crotalus, che etimologicamente può tradursi come fiume mormorante dei corvi. Avendo una portata caratterizzata da una forte variabilità, il fiume è andato via via ritirandosi formando un larghissimo greto in una vallata distante quattro chilometri da Gimigliano: Porto.

Porto Alto
Il santuario nella vallata del Corace

Nell’antichità, la località assume una grande importanza strategica per la comunicazione con i paesi del comprensorio, in quanto non esistendo vie di comunicazione per Tiriolo e Catanzaro, gli abitanti dei vari centri percorrono una strada che passa appunto da Porto. Un cammino che, per la sua posizione, rappresenta un crocevia di vitale importanza. Porto è diventato nel tempo un luogo di sacra devozione alla Madonna; un punto d’incontro per pellegrini e devoti provenienti da tutto il mondo.

(Foto Wikipedia/ Facebook Basilica- Santuario Madonna di Porto in Gimigliano)

La storia della Madonna di Porto venerata a Gimigliano ultima modifica: 2022-06-11T07:22:39+02:00 da Maria Scaramuzzino

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